Le professioni in Italia a maggioranza femminile

Le professioni in Italia a maggioranza femminile

Le donne in Italia sono sempre più protagoniste del mondo del lavoro, anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Infatti, secondo le stime, su quasi un milione e mezzo di professionisti, solamente un terzo è rappresentato da donne.

Ma quali sono le professioni a maggioranza femminile in Italia? Ci sono settori in cui le donne raggiungono numeri più elevati di occupazione rispetto ad altri.

In questo articolo uniremo diverse statistiche per scoprire quali sono i ruoli maggiormente ricoperti dalle donne nel mondo del lavoro.

I lavori a maggioranza femminile

Secondo quanto riporta il Rapporto sulle libere professioni in Italia pubblicato da Confprofessioni, in Italia le prime in classifica sono psicologhe e psicoterapeute dominando il proprio settore con una quota di genere che raggiunge il 78,6%.

Al secondo posto, invece, troviamo i servizi culturali, di pulizia e alla persona, dove la componente femminile raggiunge un tasso del 71,4%.

Infine, in terza posizione ci sono le professioni di biologhe, botaniche e zoologhe, con una presenza femminile del 68,8%.

Al quarto posto della top five delle professioni a maggioranza femminile troviamo, invece, le specialiste in discipline linguistiche, letterarie e documentali con un 59,4% e le veterinarie  con il 59,2%.

Si prosegue, poi con infermiere, ostetriche e specialiste in riabilitazione e assistenza sociale  che raggiungono il 57,5%, seguite dalle professioniste in educazione e formazione con una percentuale del 57,2%.

Anche nel settore delle attività turistiche, ricettive e della ristorazione vi è una maggioranza femminile che supera gli uomini fissandosi al 50,6%.

Risulta minoritaria, invece, la partecipazione femminile per quanto riguarda la professione di avvocato. Infatti, gli avvocati e procuratori legali uomini prevalgono 52,8 a 47,2% sulle donne.

A seguire ci sono le giornaliste che si fermano al 45,3% seguite dalle tecniche dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive che raggiungono il 45,1%.

Per quanto riguarda le libere professioni nella sanità le donne rappresentano il 37,4%. Seguono le professioniste attive nel commercio (35,6%) e delle architette (35,3%).

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La situazione nel resto del mondo

Le occupazioni di gran lunga più dominate dalle donne nel resto del mondo sono le assistenti personali, come assistenti sanitari e lavoratori personali a domicilio. Secondo gli ultimi dati ILOSTAT, il personale addetto all’assistenza è composto per l’88%  da donne rispetto al 12% da uomini.

In effetti, l’assistenza sanitaria domina le occupazioni che sono per lo più occupate da donne. Circa tre quarti dei professionisti sanitari associati – assistenti in aree come patologia, imaging e farmacia – sono donne e il 69% degli operatori sanitari, come medici generici e infermieri, sono donne.

Anche i ruoli di pulizia, insegnamento, supporto impiegatizio e preparazione del cibo sono dominati dalle lavoratrici, per almeno il 60%.

Nei 121 paesi, gli uomini costituiscono il 97% dell’occupazione nell’edilizia e nei mestieri connessi e come conducenti e operatori di impianti mobili; 90% o più delle occupazioni delle forze armate; e l’83% di coloro che lavorano come lavoratori nei settori minerario, edile, manifatturiero e dei trasporti.

Secondo i dati, ci sono solo una manciata di occupazioni in cui la divisione di genere si avvicina all’uguaglianza. La maggior parte di questi sono lavori a tempo indeterminato, con professionisti legali, sociali e culturali, insieme a professionisti associati di affari e amministrazione e addetti alle vendite, tutti in bilico intorno alla divisione del 50% tra uomini e donne.

Anche l’ospitalità e l’artigianato mostrano una divisione uniforme, con le donne che rappresentano il 51% delle occupazioni nella lavorazione degli alimenti, della lavorazione del legno, dell’abbigliamento e di altri mestieri e mestieri correlati e il 54% dei gestori dell’ospitalità, della vendita al dettaglio e di altri servizi.